Presentata la nuova edizione “Comune che vai fisco che trovi”

“Le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori meritano un fisco più leggero, più semplice e più equo”. Il Presidente nazionale CNA, Dario Costantini, conclude la presentazione della nuova edizione dell’Osservatorio sulla tassazione sulle piccole imprese “Comune che vai fisco che trovi”, alla presenza del vice ministro all’Economia, Maurizio Leo, e dei senatori Massimo Garavaglia, Antonio Misiani, Mario Turco.

Dopo gli appalti, dunque, l’osservatorio sul fisco. Una preziosa e dettagliata fotografia sul peso delle tasse sulle piccole imprese. “Al Governo e alle forze politiche ricordo che il 98% delle imprese italiane è di piccole dimensioni e troppo spesso ci si dimentica di questa realtà” ha detto Costantini che ha sottolineato la qualità della ricerca. Dall’Osservatorio sul fisco così come da quello sugli appalti emergono vistose e profonde differenze sul territorio. Sul tema delle tasse “risalta che nei comuni con i servizi peggiori il peso delle tasse è maggiore. Al Nord si pagano meno tasse rispetto al Sud – ha aggiunto Costantini – e su questo si deve interrogare il Paese e anche noi come associazione”.

L’Osservatorio mostra che l’anno scorso la tassazione media sulle imprese è scesa al 52,7% grazie alla deduzione Imu del 100%, l’eliminazione dell’Irap e la rimodulazione dell’Irpef, tutti interventi sollecitati da anni dalla Confederazione. La pressione fiscale così è scesa di 7,5 punti percentuali e si è ridotta anche la distanza tra i comuni più virtuosi e quelli dove il peso delle tasse è maggiore, da 16 punti a 11,3. Bolzano resta al primo posto con un total tax rate pari al 46,7% mentre all’ultimo posto tra i capoluoghi di provincia c’è Agrigento con il 58%. Le differenze nella tassazione dipendono dalla Tari e dalle rendite catastali che non sono allineate ai valori commerciali. Anche se la pressione fiscale è scesa resta comunque elevata. A Bolzano l’impresa deve lavorare fino al 18 giugno per pagare il socio Stato mentre ad Agrigento è necessario sgobbare fino al 30 luglio.

Nel suo intervento Costantini ha toccato anche altre priorità per le imprese, a partire dall’emergenza numero uno che è il tema del lavoro, la difficoltà a trovare personale. E poi l’energia auspicando che nella revisione del Pnrr ci sia lo spazio per la proposta CNA di favorire l’autoproduzione da fonti rinnovabili sfruttando i capannoni delle Pmi. E poi il sistema ecobonus e i crediti incagliati che ingolfano i cassetti fiscali delle imprese.

Sulla riforma del fisco è intervenuto il vice ministro Leo sottolineando che “è il momento di una riforma ambiziosa dopo tanti interventi di manutenzione”. Leo ha indicato alcune delle criticità del fisco attuale, “un sistema sbilanciato tra società di capitali e le altre mentre è necessario tassare tutte le imprese allo stesso modo e non in base alle diverse tipologie di impresa”. Altri due cardini della riforma certezza e semplificazione. Leo ha rivolto un invito alle forze politiche a “non dividersi su questi temi nell’interesse del Paese, allineando il nostro sistema fiscale a quello dei principali partner”.

L’Osservatorio sul fisco della CNA per noi che facciamo politica è uno strumento di lavoro perché ci permette di avere un’idea di come orientare le politiche” ha dichiarato il senatore Garavaglia, sottolineando come la premialità dell’imposta globale minima al 15% per chi investe in aziende italiane della legge delega sia uno strumento che va incontro al riordino e alla semplificazione del nostro sistema fiscale.

L’equità fiscale non risolverà la pressione fiscale”, ha invece controbattuto il senatore Mario Turco.  “Introdurre per tutti una un’imposta del 15% vuol dire dover trovare 80 mld per una sola misura. La direzione, invece deve essere quella della detassazione per tutti i redditi fino a 12mila euro, tassando gli extra profitti. I problemi per le imprese italiane non si riducono al taglio del cuneo fiscale, ma ad una reale riduzione del costo del lavoro. Altra misura è quella di sganciare gli oneri di sistema dalle bollette energetiche delle micro e piccole imprese e inserirli nella fiscalità generale. Quello che l’Osservatorio sul fisco della CNA ci palesa è che gli imprenditori hanno un socio silente che è lo Stato. Con una tassazione così elevata, si rischia la desertificazione delle micro e piccole imprese.”